Come reagire di fronte ad un evento negativo

Qualche mese fa ho rincontrato una mia vecchia amica, parlando del più e del meno mi ha confessato che aveva passato un bruttissimo periodo della propria vita: la perdita del lavoro. Siccome ero rimasto in contatto con lei tempi addietro, mi è dispiaciuto molto e le ho chiesto se poteva raccontarmene i dettagli. La chiamerò F. per non fare nomi, ma cercherò di spiegare quanto a lei è successo, per poter essere utile in qualche modo a coloro che stanno cercando in internet qualche articolo su come reagire di fronte a situazioni negative.

Io: ciao F. mi puoi raccontare come è successo ?

L’INCONTRO CON BESENFIO

F: certo ! Dopo tanti anni di servizio in azienda, dove ero entrato perché mi avevano cercato loro, ricevo una mail dal mio capo (detto Besenfio per il suo gonfiore Bèsènfì in Milanese) che mi chiede un incontro per il giorno dopo alle 19:30. Il giorno dopo mi presento, pensando che comunque se mi da appuntamento alle 19:30 di certo non rientro nelle sue priorità. L’incontro con Besenfio: con gli occhi bassi mi racconta che assieme all’HR hanno deciso che io non vado più bene per l’Azienda e che in passato avevo avuto già degli episodi che lasciavano intravedere che io me ne sarei dovuta andare via spontaneamente, non avevo mai ricevuto voti alti, ne aumenti e questa azienda non è una azienda finale, entrando anche nel personale con grande arroganza, ma con gli occhi bassi, vittima anche lui della sua stessa macchina. Era già deciso tutto, sarei stato chiamato dall’HR. Sono stata presa dal panico e sono andata a parlare con i miei mentori aziendali, uno dei quali mi aveva già aiutato in passato e mi aveva promesso che mi avrebbe sistemato in azienda per sempre. Avevo tanta fiducia in lui. In conclusione loro non sapevano nulla (o facevano finta di non saperlo), Besenfio aveva agito in accordo con HR, scoprirò più tardi che la sua area è sempre andata male, ha assunto persone con livelli e stipendi più alti del mio, persone che hanno rassegnato le dimissioni subito dopo me, ma per giustificare l’investimento sbagliato hanno proposto un part-time pur di non lasciarle andare. E allora i pensieri sono perchè io ? Perchè a me ? Anche i miei tutor adesso mi dicono che oramai non si può fare niente ed è meglio che me ne vada. Finita ! Mi chiama l’HR, di una incompetenza immane mi da una versione diversa da Besenfio (non si sono allineati neanche tra di loro), di fretta e freddamente mi dicono che mi daranno la buona uscita e una società di outplacement ? Ma che è ? Tempo 3 mesi.

Io: e quale è stata la prima tua reazione ?

F: mi è crollato il mondo addosso, tutte le certezze che avevo fino ad allora non c’erano più… la casa, il mutuo che stavo per fare, l’auto aziendale che non avrò più, il marito (tra l’altro a casa in disoccupazione), i figli …. e adesso ? Mi sono sentita umiliata soprattutto nei confronti di mio marito che mi aveva detto che io ero la nr. 1 per lui ! Nei conPer riprendermi è stato un percorso lungo più che altro aiutato dal tempo che passa e dalla metabolizzazione dell’evento negativo. Per riprenderti da una botta simile devono passare almeno 6 mesi, soprattutto se ricopri un ruolo di livello alto e non vuoi diminuirlo. Ho letto su un quotidiano on line la seguente lettera:

Carissimo collega, tu che in questo momento non mi stai cercando o che mi cerchi solo quando c’è da sbolognare un lavoro chiamato nel gergo “padulo”, mi rivolgo a te per ringraziarti per questo stato di abbandono assoluto in cui mi trovo, magicamente tutti hanno interrotto i ponti, chi doveva darmi un progetto e l’HR che si fa sentire solo in casi eccezionali, ma che dovrebbe prendersi cura di te nei momenti più bui.
Tu starai magari ridendo di me, o ne riderai appena saprai, riderai della mia carriera e magari con i colleghi alla macchinette del caffè commenterai “e l’avevo immaginato, lo sapeva, era solo questione di tempo”. Tempo che quando si è assegnati ad un progetto non ce n’è mai per fermarsi a riflettere, ma ricorda che un domani potrai esserci tu nella mia situazione, ma che comunque non augurerei a nessuno.
Tu che ti adegui allo standard aziendale, senza mai sbilanciarti per conservare il tuo posto, che più che per merito è per leccata di piedi.
Quando si raggiunge una certa età, purtroppo è così si è un peso e soprattutto un costo per l’azienda e ti senti dire, dovevi già muoverti dovevi capirlo tu, adesso ti chiamerà l’HR, ti daremo un gruzzoletto e ti aiuteremo a ricollocarti.

Ma non sanno lo stress che si prova, l’umiliazione di fronte ai propri famigliari, il fatto che uno possa avere un mutuo o degli impegni finanziari … non interessa a nessuno, tutti a tenersi saldamente il proprio posto, incollato.

Io: quindi come reagire di fronte ad un evento negativo ?

F: allora mi ha aiutato molto mio marito (anche se era già in disoccupazione), leggendo su internet, gli amici così così, la società di outplacement. Tendevo a non dirlo in giro se non espressamente richiesto, però ho avvisato subito chi mi era vicino, anche se mi sentivo sconfitta e impotente di fronte ad una cosa del genere. No riuscivo a provare nemmeno odio alle persone che mi hanno tradito e cacciato. Mio marito mi manda questo video di un certo Daniele di Benedetti … all’inizio non ci avevo fatto troppo caso, ma poi l’ho sentito bene, in questi momenti ti attacchi a tutto … hai la mente libere, non sei più impegnato al 100% sul lavoro a testa bassa, hai tanto tempo, ma che non sai gestire perchè non lo hai mai avuto … hai paura di fare tutto, di sbagliare …. Ma poi man mano che passava il tempo erano quelli i pilastri su cui aggrapparsi, anche se magari lui ci guadagna a fare questo, queste cose aiutano e rassicurano tante persone.

COME SUPERARE I MOMENTI DIFFICILI

Daniele di Benedetti

1) che cosa hai già fatto giusto: guarda al tuo passato, quando ce l’hai già fatta

2) che cosa posso imparare da tutto questo: in che modo posso diventare una persona migliore ? Non fare più lo stesso errore

3) Darsi dei micro obiettivi: es. fate una attività fisica costante, coltivate i vostri hobby la vostra passione, fate ciò che non avete potuto fare fino ad ora per motivi di tempo, fate un viaggio

4) ringraziare in questo momento buio, andare contro a ciò il cervello pensa, le cose non accadono per nulla, noi non conosciamo il disegno globale, sorridi e pensa sempre positivo davanti alle avversità

Ecco che cosa ho fatto nella pratica:

  1. In passato ho raggiunto degli obiettivi straordinari (Laurea, Dirigenza), non devo avere paura di nulla
  2. Ho imparato a non fidarmi più di nessuno, anche se mi rassicura che mi terrà per sempre, le cose possono sempre cambiare, quindi conta sempre sulle tue forze (come diceva mio Papà) e non chiedere mai nulla a nessuno, nessun favore. Mettere in piedi un rapporto strutturato misurabile, stare nello stesso posto di lavoro max 5/ 8 anni e poi cambiare naturalmente, non affezionarsi a nessuno, tutti siamo utili ma non indispensabili
  3. Dal Lunedì al Venerdì mi alzavo agli stessi orari del lavoro, facevo 15 minuti di tapis roulant e 15 minuti di cyclette, mi pesavo per tenermi in forma e salute. Studiavo, cercavo lavoro con LinkedIn, andavo alla società di outplacement, andavo a fare i colloqui (fino a 3 al giorno). I primi 2 / 3 mesi però si semina e basta, nessuno ti chiama ti sembrerà di essere abbandonato da tutti, in realtà sono i processi HR molto lunghi e disordinati, il segreto è essere al momento giusto al posto giusto. Ho viaggiato con mio marito in africa alla faccia di chi mi voleva male, ho fatto viaggi in Italia di anche 1 settimana (tra tutti il Carnevale di Sciacca, il ritorno alla Valle dei Templi, alla Scalata dei Turchi), andavamo a ciaspolare di mercoledì senza il casino, bellissimo ! Viaggiare è vita viaggerei tutta la vita il mondo è troppo grande … Poi ho comprato un telescopio e ho imparato un po’ di astronomia. Ho letto Uno Nessuno e Centomila di Pirandello ! Ho letto Chi ha spostato il mio formaggio, parte 2
  4. Benché fossi incazzata ho voluto tenere i buoni rapporti con tutti, sono diventata più buona, consideravo e parlavo con tutti, facevo l’elemosina e aiutavo le persone bisognose, si perché in quel momento ero anche io una persona bisognosa e mi sono promessa di continuare a farlo se dovessi ritrovare un buon lavoro
  5. Abbiamo preso uno Scooter per riassaporare la libertà !!! Bellissimo avere dei progetti e gusti in comune

Ecco le canzoni che mi hanno accompagnato durante il mio percorso:

A mano a mano (versione di Rino Gaetano)

la prima volta che ho sentito questa canzone nella versione di Rino Gaetano ho pianto per quanto fosse bella e l’emozione che mi trasmetteva: qualcosa di triste che poi diventa bella, come la vita, come un evento brutto che ti capita (l’inverno, il vento) e che poi diventa bello ….

Le cose che contano (Stadio)

L’avevo sentita dal vivo all’università cantata da un gruppo rock, ti fa capire che le cose contano non sono fisse ma possono cambiare e vanno coltivate

Io: Quale è il segreto per prendere le decisioni giuste ?

Si dice che la “La magia della felicità vive nella pazzia dell’umanità”, Einstein diceva “siamo pazzi quando continuiamo a fare le stesse cose aspettandoci risultati diversi”

Per poter cambiare in meglio occorre fare la pazzia di prendere una decisione controcorrente, mettere in atto la cosiddetta disruption della digital transformation, nello scorso colloquio mi era stato chiesto perchè non sono passato prima in una Azienda finale ? Se l’avessi fatto magari oggi non ero qui, avrei perso questa occasione per poter dare il mio contributo ad un tema così epocale e magari stavo lavorando ancora in modo tradizionale. Invece per affrontare il cambiamento bisogna sviluppare un atteggiamento mentale differente.

Anche il primo discorso del 12 giugno 2005 di Steve Jobs ai laureandi di Stanford sui puntini:

“La prima storia è sull’unire i puntini. Di nuovo, non è possibile unire i puntini guardando avanti; potete solo unirli guardandovi all’indietro. Così, dovete aver fiducia che in qualche modo, nel futuro, i puntini si potranno unire. Dovete credere in qualcosa – il vostro ombelico, il destino, la vita, il karma, qualsiasi cosa. Questo tipo di approccio non mi ha mai lasciato a piedi e invece ha sempre fatto la differenza nella mia vita.”

Non tutto capita a caso nella vita, non lo puoi sapere a priori, ma puoi unire i puntini e vederne poi il disegno

“Non puoi mai sapere se quel che ti accade è per il tuo bene o per il tuo male; anche perché, a ben vedere, questo dipenderà essenzialmente da te.” da “La casa nella pineta. Storia di una famiglia borghese del Novecento” di Pietro Ichino

Bisogna tornare a sognare: il segreto della felicità:

A-scolta
A-ccetta
A-pprezza
A-ma

LA SOCIETA’ DI OUTPLACEMENT

Io: cosa hai imparato dalla società di outplacement ?

F: non sapevo neanche che cosa fossero queste società, pensavo tipo Adecco o Head Hunter, invece sono delle vere e proprie società volute dalla legge e ingaggiabili solo da aziende. Me ne hanno date 3 tra cui scegliere le migliori a Milano cono Intoo, Right Management e L&L. Che cosa imparato ? Per prima cosa che non si è mai soli, centinaia di aziende tagliano regolarmente il proprio personale per una serie di regole interne non chiarissime, che le persone sono uguali a te e può capitare a chiunque. Poi che non ti senti solo, partecipi ai workshop ai seminari agli incontri di gruppo (nodello alcolisti anonimi) e hai un tutor/coach.

Argomenti trattati nei Workshop:

  • PMI (Piccole e Medie Imprese) in Italia: sono il tessuto sociale Italiano, non ragionano e non sono strutturate come quelle grandi, c’è il padrone, ma non hanno l’anello al naso. Tendono a sponsorizzarla, e a farti capire che se sei Dirigente ti puoi accontentare del Quadro, ma perché ?
  • Simulazione di Colloquio: autenticità, no intercalari, mandare sempre mail di ringraziamento, coerenza con la cultura aziendale, motivazione all’uscita, no giudizi negativi su ex azienda e/o capi
  • Linked In base e avanzato: è lo strumento più potente per cercare lavoro, personal branding, CV, networking
  • Head Hunter: ci vogliono 3 – 5 mesi per tutto l’iter
  • Counseling: un aiuto che ti viene dato, le 4 C, consapevolezza, condivisione, crescita e comprensione
  • La Resilienza: il percorso
    • 0 – il rifiuto
    • 1 – la scoperta della vulnerabilità
    • 2 – la crisi – la scelta
    • 3 – integrare e ricostruire

e ci sarebbero molte cose ancora da raccontare ….

Io: facciamo così F. se avremo tempo le inseriremo in seguito. Che libri hai avuto modo di leggere in questo periodo ?

F: ho letto

  • chi ha spostato il mio formaggio (il seguito)
  • uno nessuno e centomila

Io: che cosa vuoi concludere ?

F: che oramai quell’episodio triste della mia vita – che può capitare a tutti – è solo un lontanissimo ricordo, da quando ho iniziato il mio nuovo lavoro non ho neanche il tempo di pensare al passato (e magari ad aiutarti a concludere questo articolo) … insomma la società di Outplacement ti aiuta, ma non è indispensabile, tutto dipende da te riuscire a superare un periodo negativo, gli altri si ti possono aiutare, consigliarti, ma alla fine se da solo a fare le scelte e a prendere le decisioni. Spero che questo articolo possa magari aiutare qualcun altro che sta passando la mia stessa situazione.

Io: Grazie F. e in bocca al lupo per il tuo nuovo lavoro !

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