Non esistono consulenti per startup

Ciao a tutti, mi sto pian piano addentrando nel mondo delle start up ed ho trovato questo interessante articolo

FONTE: http://siliconvalley.corriere.it/2017/04/26/consulenti-startup/

26 APRILE 2017 di Alberto Onetti

Ieri sono stato contattato da una persona via Facebook Messenger (NB1: ricevo messaggi del genere a decine ogni settimana, in varie forme, fenomeno che chiamo “startup harassment”NB2: ho reso anonima e tagliato parte della conversazione, ma ho tenuto i passaggi principali; mi sono solo permesso di correggere un paio di congiuntivi, non tutti).

“Ciao Alberto
Molto piacere di conoscerla
Volevo parlare con lei riguardo un progetto di start up che abbiamo io e i miei soci…
Potrebbe essere disponibile? Volevo avere info e parlare con lei xk abbiamo bisogno di un supporto e guida”.

 

Ho risposto (sì, rispondo a tutti – o quasi – quelli che mi scrivono) come rispondo a tutti.

“Purtroppo mi manca il tempo e i neuroni per poter esprimere pareri sensati. Come Mind the Bridge abbiamo un programma a San Francisco (Startup School) che si rivolge a startup early stage come la tua. Se di interesse trovi tutte le informazioni sul sito.

In alternativa, ti raccomando di considerare qualche incubatore/acceleratore locale. Nella tua zona c’è …”

 

Il Nostro però non si è dato vinto:
Lei non conosce un consulente che ci segua passo passo?
Abbiamo anche parlato con un avvocato che ci ha detto di fare il marchio e coprire diritti di autore.
Ma vorremmo prima parlare con uno competente come lei. Anche xk abbiamo bisogno di finanziatori.
Anche una Skype con lei sarebbe l’Eden per me. Le pagherò il suo disturbo“.

 

A questo punto mi sono veramente preoccupato. Perché questa conversazione prova come, da un lato, la moda startup si stia diffondendo a macchia d’olio (che, di per sé, non è un brutta notizia). Ma al contempo mostra come molte persone si stiano “buttando” a fare startup senza avere i benché minimi rudimenti. E ho usato il termine “buttare” non a caso, perché queste persone quasi certamente butteranno via tempo e soldi, nella migliore delle ipotesi.

Queste persone (in buona fede) sono in particolare molto esposte al rischio di essere “taglieggiati” da pseudo-consulenti, pseudo-esperti, pseudo-competenti.

Nel video sotto ho esposto il mio pensiero al riguardo. Riassumo i passaggi principali in modo da essere certo di non essere frainteso.

1) Non c’è nessun consulente al mondo che ti possa aiutare ad avviare una startup. Non sto parlando di aspetti tecnici (fiscali, legali). Sto parlando di persone che possano aiutarti a plasmare la tua idea. Quello è un lavoro che devi fare tu in prima persona con i tuoi soci. Non ci sono founder in affitto. Indi non cercarli e, se li trovi, stanne lontano perché quasi certamente butterai via i tuoi soldi.

2) Possono mancarti competenze e risorse, ma queste competenze e risorse non si pagano con denaro. Si pagano con equity, ossia con un pezzo della tua idea. Mi chiederai: come posso convincere persone capaci a lavorare per me gratis, in cambio di promesse  di futura ricchezza e gloria? Con la bontà del tuo progetto. Se non sei in grado di convincere nessuno, vuol dire che quella idea fantastica che hai in mente tanto fantastica non è. Non è che pagando un consulente diventerà migliore.

3) Che fare quindi? Impara, mettiti in gioco, cerca di capire come funziona questo mondo. Esiste solo il provarci. E lo sbagliare. Per ripartire con le idee più chiare. Senza avere paura che qualcuno ti rubi l’idea. Se quello è il costo per imparare, è un buon investimento. Tenerla nel cassetto finché non impari come sfruttarla non è una opzione. Diventerà semplicemente una vecchia idea.


Il BTW di Alberto Onetti
Commenti su startup, innovation, scaleup, entrepreneurship dal Chairman di Mind the Bridge.

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