In Italia il 72% delle società non recluterà nel 2011, ma sulle assunzioni resta il freno

In Italia il 72% delle società non recluterà nel 2011 Ma sulle assunzioni resta il freno In Italia il 72% delle società non recluterà nel 2011 Ma sulle assunzioni resta il freno L’amministratore delegato di Accenture Italia Fabio Benasso

 

Prudenza da parte delle aziende italiane sulle assunzioni per il 2011, rispetto alla media globale. Il 72% non prevede infatti un incremento dei dipendenti quest’anno. A rilevarlo è un’indagine Accenture condotta tra quasi 700 direttori di risorse umane di oltre 24 Paesi (una sessantina in Italia), di imprese di diversi settori. Mentre il 40% di società a livello globale ritiene di poter ritornare a una politica di investimenti orientati alla crescita, in Italia si rileva una forte insicurezza: quasi la metà del campione (46%) ritiene di dover mantenere un rigoroso controllo dei costi. “L’Italia è il peggior Paese in Europa per quanto riguarda l’efficienza del mercato del lavoro, principalmente a causa delle complesse relazioni sindacali, dei rigidi processi di assunzione e di licenziamento e della scarsa flessibilità salariale”, giustifica in parte così l’ingessatura del nostro sistema, Stefano Griccioli, responsabile talent & organization performance di Accenture. Per Griccioli nella classifica mondiale dell’efficienza del mercato del lavoro (Wef global competitiveness report 2010) siamo (117° posto) dietro il Ghana e la maggior parte delle nazioni dell’Europa dell’Est. Tra i nostri difetti l’esperto mette in evidenza anche la difficoltà nel riconoscere il merito, di creare il giusto legame tra produttività e retribuzione e nell’attuale momento di difficoltà di riconoscere gli individui che andrebbero sostituiti per migliorare la performance aziendale, di capire quali siano davvero i top performer e differenziare gli aspetti retributivi. Abbiamo inoltre – prosegue Griccioli – una cultura rigida non in grado di rispondere ai cambiamenti del mercato. La ricerca riferisce poi che in Italia le risorse umane sono posizionate al 2˚ posto come funzione strategica, mentre nel resto del mondo si piazzano al 4° o 5° posto. Quali i suggerimenti per migliorare? Per essere competitive mentre l’economia ritrova il suo equilibrio e per ottenere il massimo rendimento della propria forza lavoro, le aziende devono essere in grado di capire e soddisfare le diverse esigenze dei singoli dipendenti. Questa la teoria del libro “Workforce of one” di Susan Cantrell e David Smith.

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