Come riuscire a trovare lavoro – un percorso in 5 punti

Come riuscire a trovare lavoro, un percorso in 5 punti

1° punto – premessa: il livello della disoccupazione giovanile è salito alle stelle e la cosa mi sta molto a cuore. Ho cercato di disegnare un “percorso” che ha l’obiettivo di dare dei consigli a chi si appresta ad entrare nel mondo del lavoro (in base alla propria attuale posizione: giovane studente, studente maturo, disoccupato) e raccontare la mia personale esperienza, sperando possa servire come fonte di ispirazione a qualcuno. Ecco il resto del percorso:

2° punto – per i giovani studenti: se stai finendo la 3° media e ti appresti a fare la scuola superiore (obbligatoria fino a 16 anni) cerca di intraprendere un percorso che ti offra una concreta possibilità di entrare subito nel mondo del lavoro: ragioneria, istituto tecnico etc.. in modo che anche alla fine delle superiori, in caso di problemi, tu possa cominciare un lavoro e guadagnare subito dei soldi. Evita i licei che richiedono l’Università quasi obbligatoria, a meno che la tua famiglia sia agiata e possa mantenerti tranquillamente gli studi fino alla fine. La scelta dipende da te: vuoi diventare economicamente indipendente subito o vuoi aspettare ?

3° punto – per gli studenti maturi: stai finendo le superiori o l’Università ? Cerca sempre di partecipare a degli stage (ricorda si pronuncia stàge alla Francese e non stage all’Inglese che significa stadio, fase), anche se opzionali, questi ti daranno un’idea di come è fatto il mondo del lavoro, bisogna timbrare alle 8, bisogna lavorare 8 ore, ci sono delle regole da rispettare, il rapporto con i colleghi etc… fai esperienza e la metti a curriculum. Durante le vacanze estive scegli l’estero, magari con un corso di Inglese, ti ritroverai avvantaggiato quando dovrai cercare lavoro. Quando finisci le superiori che fare ? Non aspettare, qualche anno prima inizia ad informarti sulle facoltà, sulle Università, sulle opportunità che il mercato del lavoro offre ad un diplomato, tara la scelta in base alle tue esigenze, non farti influenzare. Partecipa agli incontri organizzati dalle Università, fai dei giri alle Università e capisci come sono strutturate le lezioni, i collegi, le mense etc…, arriva preparato. Hai finito la Laurea breve e non sai se proseguire ? In base alle tue esigenze fai la scelta, il mercato Italiano non offre molto per i Laureati junior, però se trovi un lavoro specialistico puoi iniziare a guadagnare subito. In alternativa fai i due anni specialistici ma cerca di fare lo stage presso un’Azienda e l’Erasmus all’estero (se hai problemi economici, chiedi la Borsa di Studio): ti ritroverai che saprai l’Inglese e hai avuto una esperienza nel mondo del lavoro da mettere a curriculum. Altri consigli: partecipa agli incontri in cui le Aziende si presentano e lascigli la tua candidatura, partecipa agli incontri Università – mondo del lavoro, ritira gli annunci di lavoro presso la tua Università e spedisci subito il tuo CV. Finita l’Università devo fare il Master ? Se hai la possibilità di essere ancora mantenuto e vuoi avere una marcia in più è positivo fare anche un Master di specializzazione, ma vai all’estero e scegli una materia che “và di moda” esempio Marketing Strategico, Amministrazione d’Impresa etc.. e poi lo metti a CV. In alternativa puoi benissimo affacciarti al mondo del lavoro: la seconda Laurea e il Dottorato non danno, per il momento, uno status prioritario in quanto la prima può non servire il secondo è soggetto a regole ancora di “nepotismo”.

4° punto – per i disoccupati: per chi è in cerca di lavoro e non voglia fare il disoccupato cronico (ce ne sono di queste persone, magari anche con la copertura dei genitori), è possibile iscriversi gratuitamente ai corsi Regionali (es. Lombardia) per crearsi una specializzazione, imparare l’Inglese e l’Informatica, ottimizzare il tempo per specializzarsi in qualcosa. Intanto inviare sempre i CV, ad es. consultando le Università, sul Web (es. Jobstep) o iscrivendosi in qualche agenzia interinale

5° punto – la mia esperienza: io dopo la terza media ho scelto l’ITIS – Perito Elettrotecnico per due motivi: uno perchè l’aveva fatto mio cugino Mauro e due perchè i miei genitori volevano che alla fine potessi affacciarmi direttamente al mondo del lavoro in caso poi non proseguissi all’Università (avevano come esempio mia sorella che aveva fatto lo scientifico). La scelta è stata del tutto casuale, non avevo un quadro chiaro dell’offerta che c’era e nessuno ce lo era venuto a dire (al giorno d’oggi invece c’è fin troppa informazione). Finite le superiori avevo il pensiero del militare (oggi non c’è più) e i miei geniotori mi avevano fatto capire che se volevo fare l’Università avrei dovuto pagarmela, perchè all’epoca costava cara e c’era poca informazione. Ero stato con un mio amico Luca Dal Corso ad informarmi per Giurisprudenza: era la prima volta che vedevo una Università. Poi lasciai stare e mi rassegnai a un lavoro da Perito. Dapprima in nero (nessuno ti assumeva se non avevi fatto il militare, altrimenti dovevano pagarti i contributi per 1 anno). Poi 1 anno di Militare e dopo il primo lavoro da Perito. Ne cambiai due, sempre in settore metallurgico, prima come manutentore elettrico e meccanico, poi come responsabile controllo qualità (andava tanto di moda la ISO2001 etc…). Presto mi accorsi che non mi sentivo realizzato, quello che facevo non mi appagava, sentivo di poter dare di più, di voler conoscere di più… dopo tanto pensare e prendendo come esempio mio cugino Umberto Nava che aveva fatto la Laurea serale di Economia e Commercio, mi iscrissi alla Cattolica al serale. Anche qui la scelta è stata del tutto casuale, era l’unica facoltà serale (anzi c’era anche Fisica alla statale, poi tolta). Il primo anno è stato molto duro, l’impatto con il mondo Universitario, il lavorare di giorno (pesante tra l’altro). Nessuno mi aveva dato un panorama di come fosse l’Università, non avevo in famiglia qualcuno che l’avesse fatta, quali facoltà si potessero scegliere etc.. oggi invece alle superiori vengono direttamente le Università a spiegare etc. Alla fine ce l’ho fatta, mi sono laureato in 4 anni al serale alla Cattolica in Economia e Commercio, ho stetto amicia con molti miei compagni, studiavamio in gruppi assieme alla domenica e nei week end, seguivamo tutte le lezioni, compreso il sabato mattina. Ho rininciato a tanti divertimenti, mi sono perso tutti i cinema, uscivo solo al sabato sera. Alla fine però sono stato ripagato. Mentre frequentavo l’Università mi accorsi che era un investimento il mio, non era per il solo pezzo di carta che stavo studiando (come pensavo all’inzio), ma mi accorgevo anno dopo anno che imparavo cose nuove, la mente mi si apriva, riuscivio a capire come funzionava il mondo, avendo la possibilità di studiare in una Università famosa Italiana e mondiale:  non c’entra la facoltà che hai scelto, ma devi imparare i concetti chiave che ti serviranno nella vita, l’Università ti costruisce il tuo background, ti da i famosi attrezzi che poi tu dovrai essere in grado di utilizzare al meglio, l’Università di porta al Top, sopra di te non avrai poi nessun altro, dovrai essere tu la guida per gli altri (attenzione è molto difficile esserlo !). Ecco la differenza tra un Diplomato e un Laureato, il Diplomato si ferma ad eseguire delle cose, il Laureato deve anche sapere il “perchè” delle cose. Premetto che io sono convinto che non è il pezzo di carta che fa la differenza, però nella maggior parte dei casi rispecchia questa personalità. Ho conosciuto dirigenti con la 3° elementare bravissimi, gente colta con la 5° elementare. Nel 1999 feci il mio primo colloquio da Laureato presso una società Informatica (allora andava tanto di moda il millenium bug, c’era lavoro per tutti, assumevano chiunque), per la prima volta mi affacciavo dalla provincia alla città: per me è già stato questo un piccolo successo. Anche qui il settore IT è stato del tutto casuale. Alla fine io passavo da un lavoro da Perito ad un lavoro da Laureato (altro piccolo successo), non importa che tipo di lavoro iniziavo a fare, gli strumenti ce li avevo. Ed ora eccomi qui a 12 anni di settore IT Consulting e a 19 anni lavorativi (1 Militare + 6 da Perito e 12 da Laureato).

2 Replies to “Come riuscire a trovare lavoro – un percorso in 5 punti”

  1. Minchia, esordisco in maniera non porprio consona…
    Facile dire : fate scuole che vi faranno affacciare al lamvoro…sai oggi quanti diplomati escono? e hai una vaga idea di quanti posti di lavoro?
    E’ inutile dire lavorate e studiate…cosa che cerco di fare io,ma con scarsi risultati.
    ho 25 anni, lavoro in cui ti fanno firmare contratto e dimissioni nello stesso tempo, agata una volta l’anno quando va bene e studio giurisprudenza con professori che appena sentono ‘dovrei andare a lavoro posso essere interrogata prima?’ fanno di tutto per rimandarti.
    Tra gli allora, voi lavoratori con contratto indeterminato, ci state bene vero?

    1. Buongiorno, innanzitutto grazie per aver commentato un mio articolo, segno che internet funziona come mezzo di diffusione locale. Se posso darLE un consiglio come dice Lei l’esordio non è dei migliori soprattutto se aspira ad un lavoro consono, se usa questa volgarità, tutti questi errori in un brano di poche parole, frasi senza senso e scritte di fretta, usa una mail anonima dietro la quale si nasconde in modo “vigliacco”, capisco perchè non trova lavoro. Io faccio i colloqui di assunzione e Le posso garantire che se mi dovesse capitare una persona come Lei sicuramente non passerebbe nenache il primo colloquio di selezione. Secondo me si prenda un periodo di riflessione, si allinei con il suo pensiero e le sue azioni, pensi a ciò che vuole fare nella vita e ritorni all’attacco, usi le sue energie per qualcosa di utile, non per dire “voi lavoratori” ? prima di tutto si deve sentire anche lei parte dei lavoratori non vedere barriere tra caste etc… e vadrà che troverà ben presto lavoro anche Lei. Cordialemente

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