Il Management e le diversità culturali

Fonte Il Sole 24 Ore: http://www.ilsole24ore.com/art/commenti-e-idee/2011-01-10/asia-cosi-scelgo-manager-091024.shtml?uuid=AYpzycyC

Come reagisco ai cambiamenti e al rischio? Che percezione ho della gerarchia? Le mie decisioni sono razionali oppure intuitive?
Domande all’apparenza banali, ma che si rivelano decisive quando un manager è chiamato a traghettare il business della propria azienda oltre confine, a muovere i primi passi all’interno di paesi con usi e costumi – anche nei rapporti commerciali – spesso distanti dal nostro. E il rischio di default non è per niente aleatorio, almeno a giudicare dalle statistiche più recenti: secondo Cofimp, la società di formazione e consulenza che fa capo a Unindustria Bologna, il 25% delle persone impegnate professionalmente all’estero produce scarsi risultati o molto spesso fallisce i propri obiettivi.
 «La ragione principale del fallimento – spiega Maurizio Sarmenghi, responsabile dell’area consulenza di Cofimp – risiede nella scarsa conoscenza delle diversità culturali, che rappresentano il fattore critico numero uno nella gestione di progetti internazionali». Conoscere “l’etichetta” del paese di destinazione diventa essenziale per evitare errori iniziali che potrebbero troncare l’affare sul nascere.
Così, se in Italia per il successo di un manager contano molto la dialettica, “l’accreditamento personale”, l’essere intuitivi e pragmatici, in Cina è fondamentale il rispetto della gerarchia, mentre negli Stati Uniti un businessman deve puntare diritto verso l’obiettivo.
Sono ben 52 gli stili di comportamento per altrettanti paesi profilati da Icunet, società tedesca specializzata nel fornire strumenti diagnostici relativi alle competenze interculturali. Al centro dell’analisi che ha portato a definire i diversi identikit una serie di comportamenti: la capacità di operare in situazioni di incertezza, le modalità di comunicazione, la propensione al rischio, l’orientamento al risultato, l’attitudine a seguire più obiettivi contemporaneamente rispetto a quella di affrontare un problema alla volta. E ancora, la capacità decisionale basata su un approccio razionale o intuitivo, il livello di percezione della gerarchia, l’approccio analitico piuttosto che pragmatico alle situazioni. Tutti indicatori “frullati” da Icunet e che consentono ai manager di mettersi alla prova e alle imprese di individuare il collaboratore migliore da inviare all’estero. Cofimp ha appena siglato un accordo con la società tedesca per proporre un test online (costo 300 euro), che tratteggia il profilo culturale di ciascuno e lo pone a confronto con quello dei principali paesi.
.. «Sulla base dell’identikit – sottolinea Sarmenghi – vengono individuati i punti deboli sui quali intervenire con azioni di formazione ad hoc». In Asia, ad esempio, è molto forte la percezione della gerarchia. «Un direttore commerciale cinese – dice Sarmenghi – non vi concederà mai un appuntamento d’affari se siete di grado inferiore, è fondamentale saperlo prima per non commettere un errore grave». Gerarchia che conta anche nel mondo arabo, insieme a un forte orientamento verso una comunicazione indiretta nelle relazioni tra le persone e da una preferenza nell’affrontare problemi uno alla volta piuttosto che in una logica multitasking.

Al contrario, nel mondo occidentale (Stati Uniti, Canada, Gran Bretagna, Germania, Francia e Paesi del nord Europa) emerge una bassa percezione della gerarchia: il manager abile deve essere diretto, puntare deciso verso l’obiettivo senza “perdersi in chiacchiere” e dimostrare una buona capacità di gestire situazioni caratterizzate da forte incertezza.

In Italia, infine, come nel resto dei paesi mediterranei, le decisioni dei manager passano attraverso un approccio più intuitivo che razionale e si basano su una visione decisamente pragmatica nella ricerca della soluzione ai problemi. «L’intuito e il buon senso – conclude Sarmenghi – possono essere un valido aiuto, anche se di fronte all’incertezza è necessario moltiplicare gli sforzi per prendere le decisioni in modo analitico e razionale».

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