Federico Faggin premiato da Obama in USA

Federico Faggin premiato da Obama in USA

 
Fonte: ANSA http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/tecnologia/2010/10/19/visualizza_new.html_1730833764.html
Queste sono le notizie da dare, non sempre le solite cose 🙂 ….

Informatica, Obama premia ricercatore italiano

A 69 anni Federico Faggin è uno dei ricercatori che hanno lasciato un’impronta indelebile nella società, tanto da meritare il più alto riconoscimento americano in campo scientifico: la Medaglia Nazionale per la Tecnologia e l’Innovazione, consegnata dal presidente Barack Obama. La sua invenzione più famosa risale al 1971 ed è il “cuore” dei moderni computer, il microprocessore. E’ invece meno noto che Faggin è stato anche il precursore della videoconferenza e della posta elettronica di massa, invenzioni nate forse troppo presto, in un momento in cui potevano utilizzarle solo laboratori scientifici e militari. I numerosissimi riconoscimenti che Faggin ha avuto sia negli Stati Uniti sia in Europa (che nel 2006 lo ha riconosciuto “Inventore dell’anno”) e in Italia testimoniano il valore scientifico di questo ricercatore, che per Rita Levi Montalcini avrebbe meritato il Nobel, come lei stessa aveva detto nel 2002 in occasione della laurea ad honorem in ingegneria elettronica a Faggin da parte dell’università di Roma Tor Vergata. Oggi il valore dell’invenzione di Faggin è indiscusso, tanto che l’arrivo del microprocessore è considerato l’inizio della “seconda rivoluzione industriale”. Nato a Vicenza il primo dicembre 1941 e diplomato come perito industriale nel 1960, si è laureato in fisica a Padova nel 1965. Dopo un breve periodo di lavoro in Italia, ha cominciato la sua lunga avventura negli Stati Uniti, dove ha sempre lavorato nella culla della rivoluzione informatica, la californiana Silicon Valley. Qui, nei laboratori della Intel, ha costruito il primo microprocessore della storia con i colleghi Marcian Edward Hoff e Stanley Mazer: sono riusciti a concentrare su una piastrina di 4 millimetri per 3 un supercircuito integrato, di 2.250 transistor che costituivano tutti i componenti di una unità di elaborazione: cervello, memoria d’entrata e di uscita. Era una rivoluzione, considerando che l’unità centrale di un computer Ibm dei primi anni ’60 era grande come un tavolino. Il minuscolo dispositivo, costato alla Intel 150.000 dollari, poteva fare 60.000 operazioni al secondo. Il riconoscimento ufficiale della paternita’ della scoperta non è stato, però, immediato come il successo: la disputa sul brevetto è durata anni e l’invenzione del microprocessore è stata attribuita ufficialmente solo negli anni ’80 a Faggin, che ha l’ha sempre considerata una conseguenza delle scoperte da lui fatte nei primi anni di lavoro negli Usa, presso l’azienda Fairchild Semiconductor. Si sono susseguiti senza sosta i successi che hanno portato Faggin a ottenere microprocessori sempre più potenti e piccoli. Successi che Faggin ha raggiunto nella doppia veste di scienziato-imprenditore: lasciata l’Intel nel 1974, ha fondato la sua prima società, chiamata Zilog, dove ha messo a punto il chip Z-80, uno dei più utilizzati al mondo. Nel 1982 ha fondato la Cygnet Technologies, ha dove sviluppato il Cosystem, un mix fra computer e telefono. Nel 1986 ha aperto la Synaptics, dove cinque anni più tardi ha realizzato il primo microprocessore neurale, il Synaptics I-1000.

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